Stemma Araldico

 

SCUDO: di rosso alla banda d'argento accompagnata nel 1° da una croce a chiave. Il tutto abbassato al capo d'oro con il quartier franco d'azzurro al tridente d'oro d'Ucraina.

ORNAMENTI: lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo incurvata con la conca­vità rivolta verso l'alto, riportante il motto:

''FERRO IGNIQUE VASTARE''.

 

 

Sintesi della blasonatura

 

Tra i vari fattori di rilevanza storica da blasonare è stato scelto quello di maggior importanza, sintetizzabile nella  gloria militare del Corpo. Ne é scaturita la soluzione dello scudo pieno di colore rosso, simbolo d'ardire e sacrificio, sul qual è riportata la banda d'argento.

Tale abbinamento è un richiamo ai colori (rosso e argento) che compaiono nelle armi di Cremona e Padova, per ricordare il legame territoriale del Corpo con le città ove si è costituito nel 1920 (Cremona) e ricostituito nel 1949 (Padova). La croce è tratta dall'arma di Pisa nella quale il 3° Pesante Campale è tornato ancora in vita nel 1961.

 

 

STORIA DEL 3° REGGIMENTO ARTIGLIERIA DI C.A.

 

Il 3° Reggimento Artiglieria Pesante Campale trae origine dall'antico 4° Reggimento Artiglieria da Piazza, costituito nel 1860 e che si distinse nelle campagne deI 1866 e deI 1870.

Poco dopo quest'ultima campagna esso mutò il nome in quello di Reggimento Artiglieria da Campagna.

Il Reggimento inviò ufficiali e artiglieri per completare reparti già costituiti sia nella campagna d'Abissinia che nella guerra italo-turca.

Durante la lª Guerra Mondiale partecipò, nel 1915, alle azioni offensive per l'occupazione di M. Mrzli, Cima Vodil, S. Maria, S. Lucia di Tolmino, Pendici del Rembon, Jelenik, Conca di Plezzo e M. Nero; nel 1916, alla presa di M. Cukla, M. Rambon; nel 1917  alle azioni offensive per la conquista del  M. Zerbio, M. Santo e S. Gabriele, ma venne pressoché distrutto.

Riorganizzato nel febbraio 1918 ed inviato in Francia, dove combatté  nelle Argonne, allo Chemin des Dames e  Bligny; prese poi parte aII'inseguimento dei tedeschi fino in Belgio.

Il Reggimento rientrò in Italia nel 1919 assumendo, il 1° agosto 1920, la denominazione di 4° Reggimento Artiglieria Pesante Campale a Cremona; in seguito, per effetto della legge 11 marzo 1926 la denominazione di 4° Reggimento Artiglieria Pesante Campale, sempre nella Caserma Manfredini in Cremona.

Dal 1° ottobre del 1934, diviene 3° Reggimento Artiglieria di Corpo d'Armata.

Nel maggio del  1939, il Reggimento, mobilitandosi, assunse la denominazione di 3° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d'Armata, che, durante la 2ª Guerra Mondiale, prese parte alle operazioni sul fronte Occidentale, in Albania, in Grecia, nei Balcani e nelle isole del Mediterraneo: il VII Gruppo scrisse eroiche pagine a Cefalonia, partecipando alla resistenza contro i tedeschi, subendo gravi perdite; al suo comandante Maggiore Armando Pica  ed al Capitano Antonio Valgoi,  venne concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria .

Tra i Reparti mobilitati è da ricordare il LX , LXI e LXII Gruppo del 30° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d'Armata che si coprirono di gloria nella campagna di Russia, meritando alla Bandiera del Reggimento una Medaglia d'Oro al valor Militare, una Medaglia d'Argento  al Valor Militare ed una Croce di Guerra al Valor Militare; i superstiti rientrarono in Patria nel marzo del 1943.

La ricostruzione ebbe luogo  in Padova,  il 15 agosto 1949 con la denominazione di 3° Reggimento Artiglieria Pesante Campale.

Il 2 novembre 1955 fu trasformato in 3° Reggimento Artiglieria Pesante e successivamente fu nuovamente sciolto, per ricostituirsi, il 1 ottobre 1961 nella  sede di Pisa che custodiva la gloriosa bandiera di Curtatone e Montanara e riallacciava quindi, il Reggimento alle sue antiche ed eroiche tradizioni di gloria.

 

COMANDANTI

4° Reggimento Artiglieri Pesante Campale (1920 - 26)

Col. Paolo Berrino

Col. Italo Ronconi

 

3° Reggimento Artiglieria Pesante Campale (1926 - 34)

Col. Italo Ronconi

Col. Enrico Monti

 

3° Reggimento Artiglieria di Corpo d'Armata (1934 - 39)

Col. Carlo Petra di Caccuri

Col. Attilio Lazzarini

Col. Domenico Bonaccorsi

 

3° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d'Armata ( 1939- 43)

Col. Pier Battista salvi

Col. Rocco Forte

Col. Alessandro Amico

 

3° Reggimento Artiglieria Pesante Campale (1949 - 55)

Col. Umberto Randi

Col. Ezio Capitani

Col. Carlo Verzegnassi

Col. Michele D'Avossa

Col. Giacomo Lombardo.

 

Nell'albo d'oro del Reggimento figurano le seguenti decorazioni individuali

Ordine militare di Savoia

:

9

Medaglie d'oro

:

6

Medaglie d'argento

:

274

Medaglie di bronzo

:

432

Croci al Valore Militare

:

241

 

RICOMPENSE ALLA BANDIERA 

 

CROCE AL VALOR MILITARE

 

«Compagine solida di fede e d'ardimento con la volontà e gli animi anelanti alla emulazione, nonostante difficoltà, logistiche proibitive ed ostilissime condizioni atmosferiche, sia nelle imponenti avanzate verso il bacino del Donez. sia durante la sosta difensiva, dava contributo di perizia e di valore alle unità impegnate che nella possente voce dei suoi cannoni riconoscevano ovunque un'affermazione di vittoria».

 

(Fronte russo, agosto 1941 - maggio 1942).

 

MEDAGLIA D'ARGENTO

 

«Magnifico raggruppamento d'Artiglieria di Corpo d'Armata, che alla potenza dei suoi cannoni ha aggiunto il palpito generoso del cuore di tutti i suoi uomini, durante la campagna di Russia è sempre stato valido strumento di vittoria. Impegnato seriamente sulla riva destra del Don, in momento particolarmente difficile, col suo poderoso intervento, sbarrava il passo al nemico, mentre gli artiglieri, in generose gare di valore e d'eroismo con i fratelli d'ogni arma, respingevano in sanguinosi combattimenti le soverchianti forze avversarie. 

Esempio di virtù e di valore, ha mantenuto alte le tradizioni dell'arma nella  paziente attesa, nel consapevole sacrificio, nel folgorante slancio della vittoria».

 

(Fronte russo (Don), luglio - settembre 1942).

 

MEDAGLIA D'ORO

 

«Salda unità di guerra temprata alI'ardimento ed al sacrificio, pluridecorata in precedenti aspri cicli operativi, confermava, in situazioni estremamente difficili determinate da cruente ed impari lotte contro potente agguerrito avversario, I'indomito valore, il superbo spirito dl abnegazione.

Violentemente attaccato da travolgenti forze corazzate sussidiate da incontrastate azioni aeree, resisteva con rinnovato ardore e quindi reagiva con estrema audacia riuscendo, a costo di gravi sacrifici, a contenere l'aggressività avversaria. Decimato, a corto di munizioni e di viveri, tormentato da gelida temperatura, affrontava con stoica fermezza la dolorosa odissea di un tragico ripiegamento attraverso sconfinate steppe nevose. Incalzato senza tregua, falcidiato da terrificanti bombardamenti terrestri ed aerei, ridotto ad un pugno d'eroi, persisteva imperterrito nell'ardua impresa di ricongiungersi ai resti gloriosi della sua grande unità e la realizzava sostenendo successive epiche lotte corpo a corpo, per aprirsi varchi attraverso micidiali cerchi di ferro e di fuoco. Col sacrificio compiuto tra valorosi fanti perpetuava le gloriose tradizioni dell'Artiglieria Italiana».

 

(Fronte russo, dicembre 1942 febbraio 1943).

E